Estetica Pin-Up

2 Gen

Corsetti, vita alta, labbra rosso fuoco: ecco gli elementi indispensabili per definirsi una Pin-Up del Ventunesimo secolo, ci sono state anche delle variazioni sul tema nella trasmissione dell’estetica: per esempio nell’ambito “vintage” e nel look “rock” e “rock-a-billy“, ma gli elementi predominanti dell’essere Pin-Up più che per la passione degli amanti del genere o dello stile di vita, si sono diffusi capillarmente attraverso l’interscambio reso possibile da internet. La tendenza è di “massa”: nell’editoria i servizi di moda propongono look di tendenza scegliendo modelle che tanto ricordano le Pin-Up: Heidi Van Horne o Bernie Dexter per citarne alcune. Nella moda, ma anche nel costume e nell’approccio tra donna e uomo la seduzione gioca il suo ruolo rispolverando il protagonismo beffardo caro alle Pin-Up.

Nei locali impazza il Burlesque e il fenomeno Pin-Up si sta già trasformando in feticcio esattamente come negli anni ’50 quando, all’apice della sua popolarità ha prodotto un “merchandising” ricercato oggi da collezionisti.

Dalla guerra mondiale alla guerra globale.

Il fenomeno Pin Up, che nasce in Europa ben prima del Novecento, è reso di massa con la complicità della guerra e degli americani: nella prima e nella seconda guerra mondiale l’esercito americano considerò la Pin-Up utile al morale dei suoi soldati. E’ in questo periodo che si vede il moltiplicarsi di immagini ammiccanti tra le pagine di Yank, il settimanale dell’esercito americano. Inno alla vita o sogno da rincorrere, ricordavano ai soldati che non esisteva solo la realtà di guerra, non solo l’immaginario della fidanzata onesta e amorevole, ma anche l’amazzone procace.

Durante la seconda guerra mondiale le Pin-Up divengono vere e proprie mascotte dipinte sulla corazza degli aerei da bombardamento. La battaglia di B17 è stato soggetto di un film “The Memphis Belle: A Story of a Flying Fortress”, sul muso una PinUp, la stessa disegnata nel 1941 da Gorge Petty per “Esquire” nota rivista per soli uomini. Le Petty Girl, ma anche Lady Luck, così come le PinUp di Vargas e di altri celebri illustratori iniziano ad adornare numerosi areoplani. Questa è la Nose Art.

Nel XXI secolo, invece, le moderne Pin Up i soldati globali le possono scaricare e scambiare in formato digitale sul web. E magari lasciargli un messaggio sul blog.
Le guerre attuali stanno tutt’oggi contribuendo alla nascita delle neo Pin-Up come fenomeno di massa.

Dive

Ma le Pin Up non sono “solo per uomini” (etero): Marylin e Lauren Bacall non sono forse icone d’eccellenza per alcune “scene” gay?
E l’invito a una rielaborazione in chiave contemporanea della sensualità delle Pin-Up è rivolto anche alle donne: l’estetica anni ’50 è ripresa dal Fashion: il tanga lascia il passo alle culotte.

Ma la sensualità delle Pin-Up sembra fare breccia anche nel cuore delle Stars holliwoodiane, come Scarlett Johnson femme fatale in Black Dahlia ultimo film di Brian De Palma, ma anche fuori dal set.
L’occasione è ghiotta: in questo trend c’è lo spazio per far rinascere un po’ di quel divismo morto con Marilyn Monroe.
E lo ha capito bene Dita Von Teese, che come nella biografia di molte Pin-Up, si è buttata per raggiungere in breve tempo notarietà e indipendenza d’immagine dal marito Marilyn Manson, nel mondo del burlesque – oggi neo-burlesque – spettacolo di varietà nato a fine Ottocento in Inghilterra, parodia dell’aristocrazia con donne svestite, via via modificato fino a diventare soprattutto streap tease.

Il burlesque è per le neo Pin-Up, un trampolino di lancio o occasione per fare mostra di una sensualità gestita autonomamente. Come leggiamo in burlesque.it sito di riferimento italiano “il burlesque è diventato un mondo dominato dalle donne, e non solo in senso numerico…La figura dell’impresario è praticamente scomparsa, perché le performer si gestiscono da sé.”

Anche l’industria del porno non si e’ lasciata sfuggire la tendenza e la miscela espolosiva tra Pin-Up e Dive, ne è un esempio esilarante l’operazione svolta dalla Sinful Comics casa editrice di fumetti porno che ha ridisegnato le dive di Hollywood, come Pin-Up degli anni Cinquanta, abbandonando il “vedo e non vedo” e spingendosi fino a ritrarre la Jolie mentre sottomette Brad Pitt.

Pin-Up e SoftCore

Le battaglie contro la censura e le immagini pornografiche sempre più spinte annunciano il tramonto delle Pin-Up, l’appuntamento mensile su Play Boy si chiude nel 1976.

La produzione pornografica nel XXI secolo così come il suo mercato si apre alle donne: a partire dalla metà degli anni ’80 la cultura alla prevenzione e al sesso sicuro, le coraggiose riflessioni dei femminismi e di alcune comunità lesbiche su censura, immaginario sessuale e piacere, hanno reso il linguaggio pornografico terra di conquista delle donne e dei gruppi queer hanno e stanno decostruendo codici e linguaggi per restituire un’immagine della relazione sessuale più positiva e vicina a desideri non massificati.
Si assiste in questo contesto ad un ritorno al soft porno. Fioriscono in popolarità e business le comunità “on line” legate al SoftCore: Suicide Girl e l’italiana Sickgirl per citare le più conosciute. Siti in cui guardare ragazze che seppur senza veli rappresentano l’antitesi dello stereotipo della velina. Emerge un modello di femminilità che attinge all’immaginario prodotto dalle culture underground, dalle Pin-Up degli anni ’50 e dal burlesque fino a quello più pop dei manga.

Se una Pin-Up per essere definita tale deve avere come caratteristica fondamentale una postura e un abbigliamento capace di mettere in evidenza le sue morbide e perfette “curve”, per le neo Pin-Up non è più così: anche una taglia 38 o una 56 può orgogliosamente essere mostrata.

Le due F: Frangette e Femminismo

Attenzione non facciamoci ingannare solo dalla moda o sviare dalle forme. Alzate lo sguardo dalle gambe e soffermatevi sulla frangetta, o meglio La frangetta: corta, nera e curatissima che tanto usa in questi ultimi anni, ricorda o meglio fa il verso a quella di un mito intramontabile: Bettie Page.

La famosissima Pin-Up dai capelli corvini inizialmente lanciata da Playboy diventa una delle Pin-Up piu’ conosciute degli anni ’50 e tutt’ora è ancora un mito intramontabile: da poco la sua vita è stata biografata nel Film “The Notorious Bettie Page” di Mary Harron. Ad oggi la sua icona non e’ solo fetish, mitici i suoi bikini maculati e le scene che la ritraggono in giochi SM, ma rappresenta soprattutto una sensualità consapevole e gioiosa ed è in questo senso che la sua fama sta crescendo come eroina femminista tra le ragazze. La frangetta è orgogliosamente mostrata con tutto il suo significato intrinseco. Tremate le Pin-Up son tornate.

Una Risposta to “Estetica Pin-Up”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Calendario Gennaio « Bettybooks’s Weblog - 6 gennaio 2009

    […] Page – In Bondage!”, e’ diventato “suo malgrado” un esperto della pin up piu’ famosa di tutti i tempi. Nel corso della serata oltre all’aperitivo potrete […]

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